Censura web e prioritizzazione: i panni sporchi del web

Un altro illuminante, come consuetudine, articolo di Zetavù (Vittorio Zambardino).

Parole chiave: il blocco degli IP e la manipolazione del traffico internet.

In breve:

1) L’oscuramento di siti di scommesse (la censura “cinese” cambia parametri e si applica anche in Italia?)
Sui giornali del 21 febbraio, c’è un annuncio a pagamento dell’Amministrazione autonoma dei monopoli di stato (AAMS).
Informa i lettori che a partire dal 24 febbraio, 517 siti che prevedono giochi e scommesse fra i loro servizi – un elenco è pubblicato sul sito dell’amministrazione (www.aams. it) – saranno di fatto resi non disponibili. Intendiamoci sulla parola: quei siti saranno censurati.
E nel frattempo, la Remote Gambling Association (RGA), organismo europeo che raccoglie le case di scommesse e i siti di gioco online, sta valutando un ricorso in sede europea contro questa decisione italiana. Le questioni in campo sono molte, di ordine legale e regolatorio, ma non è di scommesse su Totti ai mondiali che si parla qui oggi. Ma della prassi, adottata dalle autorità di polizia giudiziaria, di “filtrare” gli Ip, cioè l’indirizzo al quale il sito è raggiungibile, per renderlo inaccessibile agli utenti italiani.
La prassi è stata già adottata in altre occasioni, a volte su siti che forniscono informazioni sul cui blocco il consenso può essere vasto e diremmo unanime – come è il caso di siti di pornografia infantile. Ma, registrato l’accordo sul caso particolare, il problema generale posto da questa prassi resta ed è grosso come una casa: Chi lo fa? Come lo fa? Quanto trasparenti, oggettivi e noti sono i criteri che regolano una prassi che non è altrimenti definibile che come censura?

2) Cresce il potere di condizionamento delle aziende Tlc
La “prioritizzazione”: la volonta’ espressa (e probabilmente applicata, almeno da una) dalle aziende di telecomunicazioni di costruire “walled garden”, giardini recintati, all’interno dei quali gli utenti avranno accesso molto rapido ad alcuni contenuti privilegiati, per poi ritrovarsi con connessioni più lente una volta usciti dal “giardino”, cioè dall’ambito di contenuti e dei fornitori di informazioni che hanno una partnership con la compagnia. E magari una volta che si stia tentando di usare i servizi che, come messenger e telefonate su protocollo internet (il VoIP), potrebbero creare qualche turbativa ai business “incombenti”.

Fonte: Vittorio Zambardino – Repubblica.it del 21/02/2006

(commenti 1) a “Censura web e prioritizzazione: i panni sporchi del web”

  1. Brunno ha scritto:

    Privare i torchiati e tormentati cittadini (veri tordi da infilzare) del diritto di accedere ai siti internet che più aggrada loro è sicuramente odioso, soprattutto quando si sa che ciò avviene per mero torbido tornaconto.

    Mi riferisco al recente torvo provvedimento con cui l’AAMS (Monopoli di Stato) ha oscurato i siti stranieri privati su cui si possono fare scommesse e giochi d’azzardo, a tutto vantaggio dei privilegi dei concessionari italiani, la cui torta deve essere sempre la più grande.

    Personalmente, l’accesso a questa torma di siti di scommesse privi di utilità non mi interessa minimamente, e ho anzi salutato con favore (almeno) il fatto che, navigando per gli affari miei, hanno smesso di aprirsi torrenti di aggressive finestre che reclamizzano roulette, videopoker, scommesse, tornei dell’azzardo ecc..

    Poiché, tuttavia, mi guida la torcia della libertà, le privative mi danno il torcicollo, sono favorevole alle privatizzazioni e sono per il funzionamento di Internet privo di tormentose censure, mi sono interessato al problema, prendendo il toro per le corna.

    Toh! Possibile che tutti gli hacker siano torpidi e nessuno si sia ancora accorto che, con l’uso combinato di due programmini leggeri, gratuiti e dall’uso non tortuoso, i suddetti siti tornano ad essere accessibili come prima, in barba a qualsiasi oscuramento o altro provvedimento privatore della libertà di navigare?

    Non faccio i nomi dei software, perché non vorrei far torto a qualcuno ed essere coinvolto in qualche tormenta giudiziaria e magari essere addirittura privato della libertà e rinchiuso in qualche umida torre!

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