Intreccio tra audio, video e blog: così nasce l’informazione a strati?
Segnalo un altro interessante articolo di Vittorio Zambardino su Repubblica.it in merito alla diretta multimediale del faccia a faccia Berlusconi-Prodi di martedi 14 marzo 2006.
Un interessante esperimento di informazione multimediale su Repubblica-Kataweb:
- il video della Rai è stato mandato in diretta sul “canale” Repubblica Radio & Tv”.
- attorno a quel segnale, lo studio ha costruito un panel di commentatori che hanno anticipato, accompagnato e seguito l’evento, con osservazioni e notizie.
- su questo secondo “strato” è stato messo il terzo, quello di un forum, il cui modulo per la immissione del testo figurava accanto al “monitor”. Tutto in pochi pixel: la notizia, i commentatori, gli utenti che scrivono.
Fonte: Vittorio Zambardino su Repubblica.itA PASSI da gigante “i “nuovi media” si formano sotto i nostri occhi. Come la pelle del serpente, appaiono sotto la trama delle precedenti configurazioni dei mezzi di comunicazione. Succede con una iniziativa nuova, molto “internet pura”, quale è il sito “Comment is Free” dell’inglese The Guardian o quasi per caso, con l’evento multimediale e aperto costruito in occasione del confronto Prodi-Berlusconi dal network dei siti di Repubblica.it, Repubblica Radio e Kataweb. Vediamo le differenze.
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.Dove il tempo ha già detto tutto è per l’iniziativa, forse meglio dire l’evento, costruito nel network Repubblica-Kataweb in occasione del Berlusconi-Prodi Day. E’ stato costruito un format a tre strati, di intrigante complicatezza, che ha avuto un successo di “impegno di banda” molto forte ed ha fatto registrare più di ottocento interventi nel forum.
Le componenti sono queste: il segnale della Rai è stato riprodotto sul “canale” Repubblica Radio & Tv”. Attorno a quel segnale, lo studio ha costruito un panel di commentatori che hanno anticipato, accompagnato e seguito l’evento, con osservazioni e notizie. Su questo secondo “strato” è stato messo il terzo, quello di un forum, il cui modulo per la immissione del testo figurava accanto al “monitor”. Tutto in pochi pixel: la notizia, i commentatori, gli utenti che scrivono.
Parecchi gli interventi dall’estero, anche da posti assai lontani, come la Norvegia, o qualcun altro che si lamentava perché Rai International in quelle ore stava dando, ai nostri elettori meno informate, le ragazze che ballavano sul cubo.
E’ questo lo User Generated Content? E’ un “assetto” possibile quello configurato dall’esperimento inglese o da quello romano di martedì sera? L’opinione di questa rubrica è che sono passi verso un modello, ma l’interesse di questi esperimenti sta nel fatto che essi sono il frutto del lavoro quotidiano che si svolge nella cucina dei media, vengono dal punto dove l’informazione viene lavorata in modo professionale, riproducendo ritmi, tempi, odori, modi e costumi. Sono lo stato dell’arte del mestiere di informare che incontra la rete e il suo “spirito”, mettendosi in discussione e mettendo in discussione. Cercando di disegnare, tutti insieme, il mezzo di domani, partendo dal mix sapiente di ciò che oggi “funziona”.


